• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Accasiamoci

Guide per la Casa

  • Contatti
Home » Errore F37 Caldaia Ferroli – Cause e Soluzioni​

Errore F37 Caldaia Ferroli – Cause e Soluzioni​

Indice

  • 1 Sintomi tipici e indizi che aiutano la diagnosi
  • 2 Verifiche preliminari in sicurezza che l’utente può fare
  • 3 Come ripristinare la pressione con il rubinetto di carico
  • 4 Spurgo dei radiatori e controllo dopo l’avvio
  • 5 Se la pressione cala spesso: perdite e vaso di espansione
  • 6 Valvola di sicurezza che gocciola e rubinetto di carico che trafilano
  • 7 Sensore di pressione guasto o lettura incoerente tra manometro e display
  • 8 Differenze tra riscaldamento e acqua calda sanitaria
  • 9 Impianti in condominio, impianti esterni e gelo
  • 10 Quando fermarsi e chiamare un tecnico
  • 11 Prevenzione: buone pratiche per tenere lontano F37
  • 12 Informazioni utili da fornire all’assistenza per velocizzare la soluzione

Sulle caldaie Ferroli il codice F37 indica quasi sempre un problema di pressione acqua nel circuito di riscaldamento, in particolare una pressione troppo bassa letta dal sensore di impianto. Le moderne caldaie murali sono sistemi sigillati che lavorano bene quando, a freddo, il manometro indica un valore compreso in genere tra 1,0 e 1,5 bar. Se la pressione scende sotto la soglia minima di sicurezza, spesso attorno a 0,5 bar, l’elettronica blocca l’accensione per proteggere scambiatore, pompa e scorrimenti d’acqua, mostrando F37. È un blocco protettivo, non un guasto “in sé”: la macchina sta dicendo che non ha acqua a sufficienza o che il sensore non rileva un valore adeguato per avviare o proseguire il funzionamento. Capire perché quella pressione è scesa, o perché il sensore la legge in modo errato, è la chiave per risolvere l’inconveniente e prevenire ricadute.

Sintomi tipici e indizi che aiutano la diagnosi

Prima che compaia F37 si notano di solito uno o più indizi. Il riscaldamento si ferma senza preavviso e i radiatori restano freddi, mentre per qualche istante si sente la pompa tentare un avvio e poi arrestarsi. Aprendo l’acqua calda sanitaria su molti modelli l’errore persiste, perché anche per produrre sanitario la caldaia chiede una pressione minima sul circuito primario. Guardando il manometro dell’impianto si legge un valore vicino allo zero, oppure la lettura oscilla e non si stabilizza. Nei giorni precedenti si può essere sentito gorgoglio nei radiatori, segno di aria in circolazione che spesso accompagna una perdita di pressione. Se all’esterno, dal tubo di scarico della valvola di sicurezza, si notano tracce di gocce secche, è probabile che in passato la pressione sia salita troppo e che la valvola abbia sfiatato, innescando poi un calo. Annotare questi particolari, insieme alla frequenza con cui bisogna ricaricare l’impianto, aiuta a capire se si è davanti a un episodio isolato o a un problema strutturale da far valutare a un tecnico.

Verifiche preliminari in sicurezza che l’utente può fare

La prima azione è semplice e non richiede strumenti: guardare il manometro di caldaia a impianto freddo. Se la lancetta o la lettura digitale è sotto 1 bar, la pressione va ripristinata. Conviene poi verificare che non ci siano evidenti perdite d’acqua sotto la caldaia, ai raccordi dei radiatori o nei collettori se l’impianto è a pavimento. Unghie di acqua a terra, macchie scure sotto le valvole, pezzi di tubo ossidati sono indizi di trafilamenti. Un controllo veloce dei radiatori con una mano sulla sommità può rivelare zone fredde rispetto al resto: è un segnale di aria da spurgare. Se l’impianto è in zona fredda e l’errore compare dopo una notte gelida, vale la pena guardare il tubicino di scarico condensa delle caldaie a condensazione: se è ghiacciato e ha fatto scattare protezioni, il ripristino del deflusso è propedeutico a qualsiasi altra operazione. In assenza di perdite visibili e con ambiente in condizioni normali, si può passare al ripristino della pressione.

Come ripristinare la pressione con il rubinetto di carico

Per riportare la pressione nel range corretto occorre aprire il rubinetto di carico, chiamato anche valvola di riempimento o filling loop. Sui modelli Ferroli può essere una levetta o una manopola sotto la caldaia, spesso di colore nero o blu, da ruotare lentamente in senso antiorario, oppure un flessibile esterno con due rubinetti a quarto di giro da aprire insieme. Prima di agire è utile spegnere la caldaia dal pulsante e attendere un minuto. Posizionati di fronte al manometro, apri il rubinetto a piccoli passi e osserva la lancetta salire. Quando raggiunge 1,2–1,5 bar a freddo, richiudi con delicatezza senza forzare. Se il rubinetto è duro, non usare pinze che potrebbero danneggiarlo: meglio qualche tentativo leggero e, in caso di blocco, fermarsi e chiamare un tecnico. Dopo il carico, riaccendi la caldaia e attendi: molti modelli escono automaticamente dalla segnalazione F37 quando la pressione rientra nella soglia. Se compare anche aria nei radiatori, è bene procedere allo spurgo e poi ricontrollare la pressione, perché lo sfiato la farà scendere di nuovo.

Spurgo dei radiatori e controllo dopo l’avvio

L’aria nel circuito è spesso la compagna del codice F37. Con un panno sotto lo sfiato del radiatore e una chiavetta specifica o un cacciavite, apri lentamente la valvolina in alto finché esce un getto d’acqua regolare, poi richiudi. Procedi partendo dai radiatori più vicini alla caldaia e salendo di piano se l’abitazione è su più livelli. Al termine ricontrolla il manometro: è normale che il valore sia sceso, quindi riporta di nuovo a 1,2–1,5 bar a freddo con il rubinetto di carico. Accendi il riscaldamento, lascia lavorare per un ciclo e verifica che non compaiano rumori di “bollitura” o zone fredde. Un controllo finale della pressione a caldo, che salirà di qualche decimo di bar, ti conferma che il vaso di espansione sta ammortizzando la dilatazione come previsto.

Se la pressione cala spesso: perdite e vaso di espansione

Una ricarica ogni tanto è normale, specie dopo lavori sull’impianto o dopo la stagione estiva. Se però la pressione cala di frequente e appare F37 a intervalli regolari, bisogna indagare. La prima ipotesi è una perdita reale da radiatori, valvole, collettori, giunti o dallo scambiatore primario della caldaia. Le perdite minime, soprattutto in strutture a pavimento o in tubazioni incassate, possono non lasciare macchie evidenti ma svuotare lentamente il circuito. La seconda ipotesi è un problema al vaso di espansione, il serbatoio a membrana che assorbe l’aumento di volume dell’acqua riscaldata. Se il vaso ha perso precarica d’aria o è guasto, la pressione sale troppo a caldo, apre la valvola di sicurezza a 3 bar che scarica acqua, e a freddo ti ritrovi di nuovo sotto 1 bar. Il segnale classico è la pressione che sale rapidamente verso 2,5–3 bar durante il funzionamento e scende a zero a radiatori freddi. In questo caso la soluzione è far verificare e ricaricare il vaso con una pompa dotata di manometro sul valvolino tipo Schrader, o sostituirlo se la membrana è danneggiata.

Valvola di sicurezza che gocciola e rubinetto di carico che trafilano

Due componenti possono rendere instabile la pressione e portare a F37 anche in assenza di perdite apparenti. La valvola di sicurezza, se ha “soffiato” per sovrapressione, può non richiudere perfettamente e perdere goccia a goccia sullo scarico esterno, riducendo lentamente la pressione. Un controllo sotto la caldaia, seguendo il tubicino della valvola fino allo sbocco, potrebbe mostrare tracce bagnate. Il rubinetto di carico, se non chiude bene, mantiene un filo di passaggio che può far salire la pressione a riposo, aprire la valvola di sicurezza, poi far scendere di nuovo quando tutto si raffredda: è il classico circolo vizioso “carico troppo, scarico, trovo F37 il giorno dopo”. In entrambi i casi serve la sostituzione della valvola difettosa, intervento rapido per un tecnico e risolutivo per l’instabilità.

Sensore di pressione guasto o lettura incoerente tra manometro e display

Non sempre F37 è colpa della pressione reale. Se il manometro analogico indica valori corretti ma il display o la diagnostica continuano a mostrare pressione bassa e a bloccare la caldaia, è probabile un problema al sensore di pressione o al cablaggio che lo collega alla scheda. I sensori possono sporcarsi per fango magnetico o incrostazioni e restituiscono letture erratiche, soprattutto al primo avvio dopo settimane di inattività. Un tecnico può verificare la coerenza misurando direttamente sul sensore o confrontando il valore visualizzato con un manometro campione collegato al circuito. In caso di sensore guasto la sostituzione è la soluzione. Anche i connettori ossidati o le piste sul circuito stampato invecchiati possono introdurre resistenze spurie e simulare una pressione bassa; una bonifica dei contatti spesso restituisce affidabilità.

Differenze tra riscaldamento e acqua calda sanitaria

Molti proprietari si chiedono perché con F37 l’acqua calda sanitaria a volte funzioni ancora e il riscaldamento no, o viceversa. La logica varia da modello a modello: alcune Ferroli consentono la produzione di sanitario finché nel circuito primario c’è un minimo residuo di pressione, altre richiedono il consenso di pressione per qualsiasi richiesta. In generale, però, anche il sanitario necessita di circolazione interna nello scambiatore, quindi se la pressione è davvero troppo bassa, l’errore impedisce qualsiasi avvio. Se ti capita di avere F37 saltuario solo in riscaldamento, osserva come cambia la pressione tra caldo e freddo: oscillazioni ampie puntano al vaso di espansione, mentre cali continui accompagnati da gorgoglii indicano aria o piccole perdite nella rete dei radiatori.

Impianti in condominio, impianti esterni e gelo

In contesto condominiale con impianti autonomi le dinamiche non cambiano, ma le perdite sulle colonne o nei vani tecnici possono essere condivise e l’errore F37 può comparire contemporaneamente in più alloggi. In questi casi è opportuno informare l’amministratore e coordinarsi con la ditta di manutenzione per verifiche sui montanti. Per caldaie installate in nicchie esterne, le gelate invernali sono una causa frequente di blocchi e cali di pressione: l’acqua può espandersi nei tratti più esposti e creare microfessurazioni che si manifestano solo al disgelo. Proteggere i tratti di condensa, isolare i punti sensibili e programmare una manutenzione pre-inverno sono accorgimenti che riducono sensibilmente il rischio di F37 stagionali.

Quando fermarsi e chiamare un tecnico

Ci sono situazioni in cui è meglio non insistere. Se dopo aver ricaricato correttamente la pressione e spurgato i radiatori, la caldaia torna in F37 nel giro di poche ore, è segno che da qualche parte l’acqua esce o che la compensazione del vaso non fa il suo lavoro. Se la pressione a caldo arriva velocemente oltre 2,5 bar e lo scarico della valvola di sicurezza è bagnato, serve un controllo del vaso e della valvola stessa. Se il manometro analogico e la lettura digitale non coincidono, occorre verificare sensore e cablaggi. Se il rubinetto di carico è bloccato o non si trova, non forzare con attrezzi improvvisati: il rischio è danneggiare componenti in plastica o creare trafilamenti maggiori. Un tecnico, oltre a rimediare, potrà suggerire interventi migliorativi come l’installazione di un defangatore magnetico che riduce depositi e usura su sensori e pompe.

Prevenzione: buone pratiche per tenere lontano F37

La prevenzione dell’errore passa da manutenzione e piccole attenzioni. Una volta l’anno, preferibilmente prima della stagione fredda, fai eseguire una manutenzione completa con controllo della tenuta del circuito, verifica del vaso di espansione e della valvola di sicurezza, pulizia del sifone condensa e analisi dei parametri della caldaia. In impianti datati o con acque dure, valuta l’aggiunta di un inibitore di corrosione e di un filtro defangatore in ritorno caldaia: limitano la formazione di ossidi e fango che possono depositarsi in punti critici e alterare le letture dei sensori. Dopo qualunque intervento idraulico, anche banale, ricorda di spurgare e riportare la pressione a regime: molti F37 arrivano a distanza di giorni da piccoli lavori in casa in cui si è svitata una valvolina o si è sostituita una valvola termostatica senza poi riequilibrare il circuito. Tenere d’occhio il manometro per qualche minuto ogni due settimane in stagione è un’abitudine che consente di accorgersi per tempo di tendenze al calo e di intervenire prima del blocco.

Informazioni utili da fornire all’assistenza per velocizzare la soluzione

Se decidi di contattare il servizio tecnico, prepara qualche dato: il modello esatto della caldaia Ferroli riportato sulla targhetta, l’anno di installazione, la pressione che leggi a freddo e a caldo, la frequenza con cui hai dovuto ricaricare, l’eventuale presenza di gorgoglii o di radiatori freddi in alto, l’osservazione dello scarico esterno della valvola di sicurezza, l’esito di un eventuale spurgo. Indica se l’errore è comparso dopo un blackout, dopo lavori idraulici in casa o dopo un’ondata di gelo. Con queste informazioni il tecnico potrà orientarsi tra vaso, valvola, sensore e perdite senza passare ore a ricostruire lo storico, riducendo tempi e costi dell’intervento.

Luca Dossi

About Luca Dossi

Luca Dossi è un autore specializzato nell'offrire guide per i consumatori su una vasta gamma di argomenti, tra cui cucina, elettrodomestici, fai da te e giardinaggio. Grazie alla sua competenza e alla sua passione per questi argomenti, Luca è diventato un punto di riferimento per i consumatori alla ricerca di informazioni e guide affidabili su come migliorare la propria esperienza domestica.

Primary Sidebar

Cerca

Categorie

  • Bellezza
  • Casa
  • Consumatori
  • Cucina
  • Fai da Te
  • Giardino
  • Guide
  • Lavori Domestici
  • Tecnologia

Footer

IL SITO PARTECIPA A PROGRAMMI DI AFFILIAZIONE COME IL PROGRAMMA AFFILIAZIONE AMAZON EU, UN PROGRAMMA DI AFFILIAZIONE CHE PERMETTE AI SITI WEB DI PERCEPIRE UNA COMMISSIONE PUBBLICITARIA PUBBLICIZZANDO E FORNENDO LINK AL SITO AMAZON.IT. IN QUALITÀ DI AFFILIATO AMAZON, IL PRESENTE SITO RICEVE UN GUADAGNO PER CIASCUN ACQUISTO IDONEO.